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Il Modello “cultura creativa” come sfida per la salvezza del pianeta.

Se la Cina dovesse continuare a svilupparsi secondo il modello adottato dai paesi cosiddetti sviluppati le conseguenze per la Cina stessa e per il resto del mondo sarebbero disastrose. Questa terribile profezia è ormai all’attenzione non solo degli ambienti scientifici internazionali più consapevoli ma anche degli organismi delle Nazioni Unite più direttamente responsabili di salvaguardare il pianeta da danni ambientali e sociali che potrebbero essere irreversibili (FAO, UNEP, WHO, UNESCO per citare solo le agenzie più impegnate). Naturalmente la stessa Cina sta ponendo una crescente attenzione a questo scenario non certamente accettabile e molto numerosi sono i provvedimenti assunti a livello legislativo e messi in pratica con l’abituale determinazione cinese quando una decisione è stata presa a livello politico. Ma ormai si sta diffondendo in numerosi ambienti di questo enorme paese, che sta riacquistando dopo circa 200 anni la posizione di leadership sul pianeta, la consapevolezza di dover attivare un nuovo modello di sviluppo, basato sulla innovazione tecnologica e la creatività culturale, sociale ed ambientale sia a livello urbano che rurale.

Su questi temi si è soffermato il professor Bruno Grassetti, docente di Geografia Applicata alla Università Niccolò Cusano di Roma, Presidente del CEFORM, Centro Europeo per la Formazione e consulente FEDERCULTURE nonché già Delegato Italiano alle Nazioni Unite per la Scienza e la Tecnologia nei Paesi in Via di Sviluppo (UNFSTD), nel suo giro di conferenze a Pechino, Tianijn e Chongqing nell’ambito del ciclo di incontri promosso dall’ITTN – International Transfer of Technology Network, braccio operativo del Ministero Cinese per la Scienza e la Tecnologia “ MOST”.

Dopo gli eventi di Milano EXPO tra maggio e ottobre 2015 (per l’alimentazione e l’energia) e di Parigi COP 21 del prossimo dicembre (per le problematiche ambientali e sociali), ha sostenuto il professor Grassetti, il modello di sviluppo mondiale dovrà necessariamente orientarsi in una direzione completamente diversa rispetto alla attuale, una direzione che prenda in considerazione un minor assorbimento di materia non rinnovabile, un minor consumo di energia e di risorse energetiche non rinnovabili e minore spreco di risorse e produzione di rifiuti. Il livello fissato ai due gradi centigradi di riscaldamento del pianeta dovuto anche alla emissione di gas serra prodotti dall’attuale modello indotto dalla rivoluzione industriale non deve essere superato pena conseguenze che sono stimate a livello disastroso e che già si annunciano nei numerosi eventi ambientali osservati in varie zone del pianeta.

Un contributo alla definizione del nuovo modello di sviluppo che si dovrà adottare può venire dall’invito che ormai da qualche anno proviene dalla Unione Europea in merito alla promozione di una “cultura creativa” che sappia suggerire i modelli concreti e realizzabili per il nuovo “Rinascimento Ambientale e Sociale ” (RAS) del pianeta. Centrale a tal fine risulta essere, ha detto il professor Grassetti, il ruolo di EUROPA CREATIVA che, sotto la guida della onorevole Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, si propone di richiamare l’attenzione di tutti gli stati europei a questo importante impegno che l’Europa ha nei confronti di tutto il pianeta.

Il professor Grassetti ha quindi sostenuto che questo compito di studio, ricerca e sperimentazione di nuove tecnologie e nuova creatività culturale debba vedere impegnati in prima linea i due paesi che le Nazioni Unite, attraverso l’Agenzia UNESCO, riconoscono come i due paesi che più di ogni altro paese al mondo hanno sul loro territorio i siti che sono Patrimonio della Umanità (World Heritage), che sono l’Italia con 50 siti e la Cina con 49. Tale impegno avrà sedi operative in Italia, nella Villa Mondragone a Monte Porzio Catone sui Colli Albani, vicino Roma e nel Val di Noto, nella isola di Sicilia, al centro del Mediterraneo, dove
esiste la più alta concentrazione mondiale di siti UNESCO per 1000 abitanti e la più critica area dal punto di vista politico, ambientale e sociale del pianeta. Per quanto riguarda la sede gemella in Cina molte sono le sedi candidate e la selezione avverrà nei prossimi mesi su indicazioni del governo cinese.

Questo importante progetto CICCI (China Italy Creative Culture Initiative) , ha concluso il professor Grassetti, vede impegnati organismi come FEDERCULTURE (con i suoi Cantieri di Progettazione su “Land Use and Sustainable Development”), Fondazione UNESCO per la Sicilia, ANCI Sicilia, Università del Mediterraneo, Villa Mondragone Congressi ed ETNA Hitech per la parte tecnologica e sociale, con il coordinamento del CEFORM – Centro Europeo per la Formazione, con i suoi “Laboratori Europa Cultura”, per le relazioni internazionali e le attività di alta formazione.

Nel corso del suo soggiorno cinese, nelle tre città che insieme contano una popolazione superiore alla popolazione di tutta Italia, il professor Grassetti ha avuto modo di ringraziare ancora una volta la SAFEA – “State Agency Foreign Experts Administration” che lo ha insignito del Premio dell’Amicizia, massima onoreficenza attribuita dal governo cinese ad esperti che si sono distinti nelle loro attività di cooperazione scientifica e culturale.

Il professor Grassetti ha inoltre firmato a Pechino un “Memorandum of Understanding” con la “International Green Economy Association” (IGEA) per una azione comune per la promozione e la diffusione della “cultura creativa” in Cina, nel bacino del Mediterraneo e nel resto del mondo, partecipando all’EARTH DAY promosso dalla stessa IGEA.

26.04.2015

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