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Anche nella smart city la differenza può portare un valore

Citta’ intelligenti e inclusive che integrano le differenze di genere, intrecciate agli altri assi di differenziazione sociale, nei processi di partecipazione, di ricerca, nei contenuti e nelle soluzioni tecnologiche per le Smart Cities e Smart Communities. A Smart City Exhibition ne abbiamo parlato nell’incontro “Smart City Genere e Inclusione. L’intelligenza dei territori e le differenze” uno tra gli eventi più seguiti di oggi in sala e suo social network. Abbiamo chiesto a Flavia Marzano, presidente degli “Stati Generali dell’Innovazione” e coordinatrice di “WISTER” di raccontarci il significato e l’importanza di questo incontro.

Come possiamo parlare di Smart City in ottica di genere?

Una città intelligente non è tale se non è inclusiva e ciò significa integrare tutte le differenze e tutti gli stakeholder della città: bambini, anziani, le donne che sono almeno il 50% delle città, una fetta troppo grande per essere ignorata. Quando parlo di donne, penso alle donne in tutte le loro sfaccettature, l’aspetto pubblico, privato, il ruolo di  mamma, figlia, lavoratrice con l’idea di poterle integrare tutte.

Le donne attive nel campo dell’innovazione sono molte ma poco visibili. Cosa hanno da dire e quali sono le esperienze più significative in italia sul tema?

Sì questo è vero, pensiamo però che più di trenta donne hanno parlato oggi, donne che vengono dal settore pubblico come  Cristina Tajani , dal settore privato come Cristina Farioli e Roberta Cocco, da Università e dall’associazionismo come Maria Sangiuliano, Teresa Boccia e tante altre.
I temi sono quelli della Smart city. Tutto ciò che è all’interno delle tematiche smart city, dall’habitat  alle nuove tecnologie, alla sanità e mobilità verrà visto in ottica di genere cercando di mettere in luce dove possono esserci problemi perché la questione di genere non viene affrontata e dove ci sono opportunità dovute al fatto che la differenza può portare un valore.

Ci racconti due interventi ch ti sono piaciuti all’interno dell’appuntamento di oggi?

È intervenuta Teresa Boccia, Docente all’Università degli Studi di Napoli Federico II, membro del pogramma AGGI (Advisory Group on Gender Issues) e coordinatrice di HUB Gender nell’ambito dell’azione  UN-Universities di UN-Habitat. Ci ha detto “Quando non si ha un tetto non si ha dignità”, ha detto e ha citato quanto accaduto a Lampedusa, sottolineando l’importanza di agire su questi temi per tutelare la dignità delle persone non solo in Europa, ma nel mondo. Nel suo intervento ha parlato anche delle donne vittime di violenza, dicendo che servono interventi congiunti ed incisivi volti a sanare questa piaga, che ha definito “pandemia dei giorni nostri”, riferendosi principalmente alle donne, vittime di violenza nei paesi in via di sviluppo.

Sul tema Gender Mobility è intervenuta Patrizia Malgieri.

La Malgieri ci ha parlato dell’importanza, ancora poco sentita e approfondita, di approcciare i temi legati alla mobilità da un punto di vista di genere. “Come i due sessi approcciano la mobilità?” e “Ci sono delle differenze sostanziali tra i due generi che portano ad avere una diversa domanda dei servizi di mobilità?” Queste le domande che bisogna porsi per dare vita ad una mobilità inclusiva e che soddisfi la domanda a 360°. Basta riflettere sul diverso ruolo che la donna ha nella società rispetto all’uomo (famiglia, lavoro, etc), per capire che le differenze vi sono e che non possono essere trascurate. Tra le differenze citate dalla Malgieri: le donne si muovono per distanze più brevi, rispetto ai colleghi uomini; le donne usufruiscono di più dei mezzi di mobilità dolce e dei mezzi di trasporto pubblico, rispetto agli uomini; ed infine si muovono in orari “non di punta” rispetto agli uomini.

Perché partire dalle donne per cercare la dimensione inclusiva e umana delle città intelligenti?

Il mondo delle donne è come quello dell’innovazione, come per l’innovazione abbiamo gli Stati Generali per mettere a fattor comune gli elementi degli innovatori così abbiamo WISTER per le donne un network al femminile che unisce le donne che si occupano di tecnologia e smartcity in Italia. Che siano di destra, di sinistra, della politica, o della società civile o disoccupate, le donne  hanno a fattor comune il fatto di essere donne e questa è una forza che ci unisce in un momento storico dove c’è molta divisione.
Se le tecnologie del web2.0 ci favoriscono e ci semplificano la vita questa è un’occasione da cogliere, per noi donne e per tutta la società.

Quanto è importante legare il tema smart city con prospettive inclusive e metodi partecipativi?

Il divario digitale non è solo per presenza o assenza di banda larga ma è divario socio economico, culturale è anche di genere. Noi vogliamo colmare questo gap culturale.  In WISTER ognuno mette a servizio le proprie competenze per fare network. Abbiamo scelto una data, l’ultimo sabato di maggio in cui faremo una specie di linux day dedicato a tecnologie in cui insegniamo a usare gli strumenti del web2.0 alle donne in qualunque città d’Italia. Abbiamo tante energie all’interno di WISTER accomunate dalla profonda convinzione che la diversità è un’opportunità e che il tema Smart City può e deve essere presidiato dalle donne.

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