Bruxelles (Belgio) / EU Code Week: una settimana per stimolare l’uso del computer

FONTE:AGORAMAGAZINE.IT – di Domenico Esposito

BRUXELLES (Belgio) – “EU Code Week” è, in lingua inglese, il titolo della “Settimana codice UE” – non altrimenti traducibile – che è stata lanciata l’ anno 2013, allo scopo di stimolare l’uso del computer. La prossima “Settimana” si celebrerà dall’11 al 17 ottobre prossimi. Iniziativa degna di attenzione, firmata dalla Vicepresidente e Commissaria per l’agenda digitale, Neelie Kroes, la quale anzitutto ha scritto una lettera ai ministri dell’Istruzione della Unione europea, esortandoli a far sì che la scuola offra ai bambini l’opportunità di sviluppare competenze nella programmazione informatica di base. Ed ha riscosso subito l’appoggio e la controfirma della Commissaria europea Androulla Vassiliou.
Datata 25 luglio 2014, la lettera indirizzata al “Caro Ministro” dell’Istruzione, esordisce con il richiamo ad un problema grave: “La disoccupazione giovanile è una delle sfide più grandi d’Europa. Allo stesso tempo l’Europa sta vivendo un crescente divario di competenze nel settore ICT, che si aspetta di vedere una carenza di 900.000 professionisti ICT nel mercato del lavoro europeo entro la fine del 2020”.

Esauriti i preliminari, sui quali sarà bene meditare, il documento soggiunge: “Inoltre, il numero di posti di lavoro che richiedono capacità e competenze digitali continua ad aumentare, mentre il numero di laureati in informatica in tutta Europa è stagnante. Questa è un’ occasione persa e potenzialmente uno sforzo importante per la futura competitività dell’Europa. Per affrontare queste sfide, vorremmo far sì che i nostri figli siano meglio attrezzati per lavorare e vivere in questa era digitale. Meno di un anno fa abbiamo, come commissari per l’Istruzione e per l’Agenda digitale, lanciato congiuntamente l’apertura Education Initiative, a mezzo della quale, tra l’altro, abbiamo supplicato per le competenze digitali avanzate per tutti. Questa esigenza l’aveva anche già sottolineata nella comunicazione Rethinking Education”.

Quindi, emerge il nocciolo del discorso: “Tra queste competenze digitali ogni bambino dovrebbe avere l’opportunità di sviluppare la codifica di base per diventare un cittadino digitale informato”. Concetto cui si allaccia l’affermazione di principio relativa all’aiuto che la conoscenza del computer “aiuterà anche direttamente gli studenti a sviluppare competenze trasversali quali il pensiero analitico, problem solving, team working, e la creatività”.

L’elemento positivo si fa strada quasi come un riconoscimento ed è riferito alla certezza che l’importanza di insegnare la “capacità di codifica agli alunni in Europa è in crescita”. Coding Coding è stata insegnata nelle scuole estoni dal 2012. Il Regno Unito introdurrà la programmazione nel programma nazionale di studi di quest’anno. La Francia ha annunciato l’introduzione di un corso di codifica opzionale scuole primarie. Finlandia e Italia stanno anche valutando iniziative di codifica per i giovani”.

Notazione finale: “molteplici iniziative volontarie, come CoderDojo e Rails Ragazze, sono sorte come funghi in tutta Europa e prevedono divertenti lezioni di codifica per i bambini dopo la scuola, a fine settimana e anche durante le vacanze estive”.
Tanto fervore nel sensibilizzare i Ministri europei dell’Istruzione è compendiato nella dichiarazione rilasciata dalle commissarie: “Saper programmare non può limitarsi a essere un supporto negli studi di matematica, scienze, tecnologia e ingegneria. Si tratta di uno strumento capace di aiutare direttamente gli studenti a sviluppare competenze trasversali nel campo del pensiero analitico, della soluzione di problemi, del lavoro di squadra e della creatività. Prima si comincia e prima i giovani sapranno orientarsi verso studi informatici e carriere lavorative nel campo delle TIC”.

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