Smart cities, quali sono le città più “intelligenti” al mondo?

Non sempre la reputazione di una città corrisponde alla sua realtà. Firenze, per esempio, si trova al sesto posto tra le città più stimate al mondo, ma finisce al 57esimo posto se si misurano in modo obiettivo tutti i fattori che rendono una città davvero smart . E’ Tokio la vincitrice del titolo di città più smart del mondo, secondo la classifica ICIM (Indice Cities In Motion)  stilata dalla IESE Business School dell’Università di Navarra. Sul podio, insieme alla capitale Giapponese, si trovano, rispettivamente, Londra e New York.

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La ricerca ha preso in esame 135 città – 49 delle quali sono delle capitali –  valutate complessivamente tramite cinquanta indicatori, prendendo in considerazione 10 fattori fondamentali.

Governance. Il cittadino è il punto di contatto per affrontare le sfide che vengono poste alle città. Per questo vanno tenuti in considerazione come fattori indicativi il livello di partecipazione cittadina e la capacità delle autorità locali di coinvolgere imprenditori e agenti locali. Auckland è la prima in classifica per questa area.

Management amministrativo. Vengono considerate le azioni per migliorare l’efficienza dell’amministrazione locale, tra cui la definizione di nuovi modelli organizzativi e gestionali. Tokyo è la migliore in questo ambito.

Pianificazione urbana. Per migliorare la vivibilità di ogni territorio è necessario tenere in considerazione il piano urbanistico generale e la progettazione di aree verdi e spazi pubblici. I nuovi sistemi di pianificazione urbana devono focalizzarsi nella creazione di città connesse e con un accesso facilitato ai servizi pubblici. La città con la migliore pianificazione urbana è risultata essere Berlino.

Tecnologia. Lo sviluppo tecnologico permette alle città di mantenersi sostenibili nel tempo, espandere i vantaggi competitivi del loro sistema produttivo e migliorare il livello della qualità della forza lavoro. Londra è la città che in questo caso gode dei migliori vantaggi competitivi.

Ambiente. E’ fondamentale migliorare la sostenibilità ambientale tramite il supporto alle energie alternative, edifici “green”,  gestione efficiente delle acque pubbliche.  Zurigo, Ginevra e Basilea sono le città più ecologiche del mondo.

Proiezione internazionale. Le città che vogliono progredire devono mantenere una posizione privilegiata a livello internazionale. Londra è risultata in questo la migliore città.

Coesione sociale. Per quanto riguarda l’ambiente sociale è necessario analizzare l’immigrazione,  la cura dei servizi sociali, l’efficienza del sistema sanitario, la sicurezza pubblica. La città più coesa socialmente è Eindhoven.

Mobilità e Trasporti. In questo ambito due dei fattori principali sono la facilità dei movimenti all’interno delle città, spesso di grandi dimensioni, e un accesso semplificato ai pubblici servizi. Berlino è la città al top.

Capitale Umano. Per migliorare il proprio capitale umano la città deve essere capace di attrarre e fare restare i talenti, creare piani per migliorare i sistemi scolastici e universitari, stimolare la creatività e la ricerca. Tokyo vince in questa fondamentale categoria.

Economia. Per promuovere lo sviluppo economico quest’area include piani industriali strategici, generazione di cluster, iniziative per favorire l’innovazione e l’imprenditorialità. La capitale economica è New York.

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Oltre a Firenze (57° posto), altre quattro città italiane sono rientrate nella classifica, ma molto lontane dal vertice: Roma al 54° posto, Milano (58°), Torino (69°) e Napoli (78°).

Le città necessitano ora più che mai di una pianificazione strategica, solo in questo modo potranno dare priorità alle innovazioni e ai fattori più importanti per il loro futuro. La pianificazione, per essere efficace, ha bisogno di essere flessibile e soprattutto partecipata. Potendo contare su degli indicatori reali, come quelli presi in esame dallo studio Cities in Motion, è possibile per cittadini, aziende e amministrazioni pubbliche valutare quali sono i fattori critici e da migliorare per contribuire complessivamente alla costruzione e manutenzione di città migliori, in cui a tutti gli attori sociali sia garantita una migliore qualità della vita.

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